Pensione con quota 96

Continua la telenovela degli insegnanti di “Quota 96″.
Ho letto su ”OrizzonteScuola.it” questo articolo di Giulia Boffa e qui lo propongo ai miei visitatori:
“Si allontana per i docenti della Quota 96 la possibilità di andare in pensione con i requisiti di legge pre Fornero. E’ stato infatti cassato l’emendamento alle legge Damiano che riguarda gli esodati, a cui era abbinata la questione dei docenti bloccati in classe, pur avendo i requisiti di legge anteriori alla legge Fornero e che si basa sostanzialmente sull’unica finestra di uscita, che per i docenti è il 31 agosto e non il 31 dicembre, data in cui viene invece richiesto il requisito del pensionamento. La proposta è stata giudicata inammissibile a causa delle coperture finanziarie inadeguate. Insomma, non ci sono soldi per pagarla. E i relatori del provvedimento hanno rincarato la dose, spiegando che la legge non può risolvere un problema creato dall’esecutivo, che in poche parole significa chi ha creato il problema, cioè il governo, se lo risolva. C’è ancora una piccola possibilità, quella di poter rientrare in un emendamento che mira a salvare solo altri 10.000 esodati, arrivando così a 140.000 a fronte dei 400.000 che aspettano. Le risorse arriverebbero con  la legge di stabilità dopo la cancellazione del taglio all’Irpef che vale circa 6,7 miliardi. Anche  la soluzione sul capitolo 24 ore sembra allontanarsi nell’ambito della legge. Ha spiegato infatti Baretta del PD, uno dei relatori dell’emendamento insieme a Brunetta del PDL: “È necessario che la cancellazione dell’incremento orario sia finanziata all’interno del ministero dell’Istruzione. Il governo deve trovare le risorse”, senza contare appunto sulla manovra. Il tempo però non è tantissimo se guardiamo alla tabella di marcia del disegno di legge: fino a venerdì si lavorerà sugli emendamenti e domenica sarà dato il via libera definitivo al provvedimento, che sarà pronto ad approdare in Aula la prossima settimana.”